Vuoi sapere quanto pagherai ogni mese per il tuo mutuo a tasso fisso? Inserisci importo, durata e tasso nel calcolatore qui sotto e ottieni subito la rata mensile, gli interessi totali e il costo complessivo del finanziamento. Il tasso fisso ti garantisce una rata costante per tutta la durata del mutuo: nessuna sorpresa, nessuna oscillazione, nessun rischio legato ai movimenti dei mercati finanziari.

In questa pagina trovi tutto quello che serve per fare una simulazione realistica: la formula utilizzata dalle banche italiane, una tabella con le rate per gli importi più richiesti, i tassi che le banche italiane stanno realmente applicando, il confronto diretto con il tasso variabile e una checklist per capire quando il fisso conviene davvero.

Calcolatore rata mutuo

Rata mensile
Costo totale del mutuo
Totale interessi
Con +5 anni
Con −5 anni

Cos'è il mutuo a tasso fisso e come funziona l'Eurirs

Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento ipotecario in cui il tasso di interesse resta invariato per l'intera durata del contratto. Questo significa che la rata mensile viene determinata al momento della stipula e non cambia mai, indipendentemente da ciò che accade sui mercati finanziari, dalle decisioni della Banca Centrale Europea o dall'andamento dell'inflazione.

In pratica, se oggi sottoscrivi un mutuo a tasso fisso al 3,2%, pagherai lo stesso tasso tra 5, 10 o 25 anni. La rata sarà sempre la stessa, dal primo all'ultimo mese. Questa caratteristica rende il tasso fisso la scelta preferita da chi cerca stabilità e prevedibilità, soprattutto tra le giovani famiglie che stanno acquistando la prima casa.

Il ruolo dell'Eurirs

Il tasso fisso proposto dalle banche non è un numero scelto arbitrariamente. Il parametro di riferimento è l'Eurirs (Euro Interest Rate Swap), detto anche IRS: un indice che riflette il costo a lungo termine del denaro sui mercati interbancari europei. L'Eurirs viene pubblicato quotidianamente dalla European Banking Federation per diverse scadenze: 5, 10, 15, 20, 25 e 30 anni.

Quando chiedi un mutuo a tasso fisso di durata X, la banca guarda l'Eurirs della stessa durata e aggiunge il proprio spread commerciale. Il tasso finale è quindi:

Tasso fisso proposto = Eurirs di pari durata + spread della banca

Questo spiega come si forma il tasso, ma non dice quanto si paga davvero: l’Eurirs è un indice di mercato, lo spread lo decide la singola banca. Il dato che conta è l’esito osservato, e quello lo pubblica la Banca Centrale Europea: sui nuovi mutui casa a tasso fisso oltre i dieci anni le banche italiane hanno applicato in media 3,56% (rilevazione luglio 2026). Su tutte le tipologie messe insieme la media è 3,40%. Quando l’indice scende, il fisso diventa storicamente conveniente ed è il momento di bloccarlo; quando sale, vale la pena valutare il variabile o attendere — ma la verifica si fa sul tasso effettivamente proposto, non sull’indice.

Lo spread dipende da diversi fattori: profilo di rischio del cliente, rapporto mutuo-valore immobile (LTV), durata del finanziamento e politiche commerciali della singola banca. Un cliente con reddito stabile e LTV al 60% otterrà uno spread migliore rispetto a un cliente con LTV al 95% e contratto a tempo determinato.

La formula per calcolare la rata del mutuo a tasso fisso

Il calcolo della rata si basa sull'ammortamento alla francese, il sistema usato dalla quasi totalità delle banche italiane. La formula matematica è la seguente:

R = C × [r × (1 + r)n] / [(1 + r)n − 1]

Dove:

Esempio numerico: mutuo 150.000 euro al 3% per 25 anni

Applichiamo la formula:

Calcolando il fattore (1 + 0,0025)300 = 2,1148, otteniamo:

R = 150.000 × (0,0025 × 2,1148) / (2,1148 − 1) = 150.000 × 0,004742 ≈ 711,32 €

La rata mensile del mutuo è quindi di 711,32 €. Moltiplicandola per le 300 rate si ottiene il totale versato alla banca: 213.396 €. Gli interessi complessivi pagati ammontano a 213.396 − 150.000 = 63.396 €, pari a circa il 42% del capitale iniziale.

Con l'ammortamento alla francese la rata resta identica, ma la composizione interna cambia: nella prima rata paghi 375 € di interessi e solo 336 € di capitale. Nell'ultima rata paghi appena 1,77 € di interessi e 709,55 € di capitale. Per approfondire il meccanismo di ripartizione rata per rata, consulta il nostro calcolo del piano di ammortamento.

Tabella rate mutuo a tasso fisso per importo e durata

La tabella seguente mostra le rate mensili per gli importi più richiesti dai mutuatari italiani (50.000-300.000 €) su durate di 20, 25 e 30 anni, calcolate con un tasso fisso di riferimento del 3%. È una base di partenza utile per capire l'ordine di grandezza della rata prima di chiedere preventivi alle banche.

Importo20 anni (240 rate)25 anni (300 rate)30 anni (360 rate)
50.000 €277,30 €237,11 €210,80 €
75.000 €415,95 €355,66 €316,20 €
100.000 €554,60 €474,21 €421,60 €
125.000 €693,25 €592,77 €527,01 €
150.000 €831,90 €711,32 €632,41 €
175.000 €970,55 €829,87 €737,81 €
200.000 €1.109,20 €948,42 €843,21 €
250.000 €1.386,50 €1.185,53 €1.054,01 €
300.000 €1.663,80 €1.422,63 €1.264,82 €

Rate calcolate con tasso fisso al 3% annuo e ammortamento alla francese. Importi arrotondati al centesimo. Le offerte reali possono variare in base allo spread applicato dalla banca.

Come si legge la tabella: per un mutuo da 150.000 € al 3% su 25 anni, la rata mensile è di 711,32 €. Allungando la durata a 30 anni la rata scende a 632,41 € (−79 € al mese), ma il costo totale degli interessi aumenta di oltre 14.000 €. Accorciando a 20 anni, invece, la rata sale a 831,90 € (+120 € al mese) ma si risparmiano circa 14.000 € di interessi rispetto ai 25 anni.

Rata con tassi diversi

Una variazione anche minima del tasso ha un impatto significativo sul costo complessivo. Ecco come cambia la rata su 150.000 € per 25 anni al variare del tasso:

Tasso fissoRata mensileTotale versatoInteressi totali
2,5%672,93 €201.880 €51.880 €
2,8%695,81 €208.744 €58.744 €
3,0%711,32 €213.396 €63.396 €
3,2%727,02 €218.106 €68.106 €
3,5%750,94 €225.282 €75.282 €
4,0%791,76 €237.527 €87.527 €

Passando dal 3,0% al 3,5% la rata cresce di 40 € al mese, ma il costo totale aumenta di quasi 12.000 €. Per questo vale sempre la pena confrontare più preventivi: mezzo punto di differenza sul tasso fisso si traduce in migliaia di euro a fine mutuo.

Quanto costa davvero il tasso fisso: i dati reali

Molti siti pubblicano tabelle con gli spread “dei principali istituti”. Sono numeri che nessuno verifica e che invecchiano in poche settimane. Preferiamo mostrare un dato osservato: la Banca Centrale Europea rileva ogni mese i tassi che le banche italiane hanno effettivamente applicato sui nuovi mutui per acquisto casa, distinti per periodo di fissazione del tasso.

Periodo di fissazioneTasso medio applicatoChe tipo di mutuo è
Oltre 10 anni3,56%Il fisso classico: tasso bloccato per tutta la durata
Da 5 a 10 anni3,79%Fisso a medio termine, poi rinegoziazione
Da 1 a 5 anni3,63%Fisso breve, spesso usato come ponte
Fino a 1 anno2,99%Di fatto un tasso variabile
Media su tutti i nuovi mutui3,40%Fisso e variabile insieme

Fonte: BCE, dataflow MIR — rilevazione luglio 2026. Media dell’area euro nello stesso periodo: 3,52%. I dati si aggiornano da soli ogni mese: qui la serie completa dal 2003.

Sono valori medi: l’offerta che riceverai può stare sopra o sotto a seconda del tuo profilo. Servono come pietra di paragone — se ti propongono un tasso sensibilmente più alto della media di categoria, hai un argomento concreto per negoziare o per chiedere un altro preventivo.

Il modo più efficace per ottenere uno spread contenuto è presentarsi con un profilo solido: contratto a tempo indeterminato, rapporto rata-reddito sotto il 30%, LTV non superiore al 70-75% e nessuna altra esposizione debitoria importante. Un buon negoziatore può ridurre lo spread dello 0,15-0,25% rispetto alla prima offerta ricevuta.

Vantaggi e svantaggi del tasso fisso

La scelta tra fisso e variabile è una delle decisioni più rilevanti in un mutuo. Ecco un bilancio equilibrato dei pro e dei contro del tasso fisso.

Vantaggi del tasso fisso

Svantaggi del tasso fisso

Quando conviene il tasso fisso: checklist decisionale

Non esiste una risposta universale. La scelta tra fisso e variabile dipende dalla tua situazione personale, dal contesto di mercato e dalla tua tolleranza al rischio finanziario. Rispondi a queste domande: se almeno 4 su 7 sono "sì", il tasso fisso è probabilmente la scelta giusta per te.

  1. La durata del mutuo è superiore a 20 anni? Più è lungo il mutuo, maggiore è l'esposizione al rischio di rialzi futuri. Su 25-30 anni il fisso offre una tranquillità che difficilmente il variabile può eguagliare.
  2. La rata sarebbe superiore al 30% del tuo reddito netto? Se la rata è già al limite della sostenibilità, un eventuale aumento con il variabile potrebbe metterti in difficoltà. Meglio partire con un fisso certo.
  3. Hai un reddito stabile ma senza grandi margini di crescita? Chi non ha garanzie di aumenti salariali futuri dovrebbe evitare l'incertezza del variabile.
  4. Sei alla prima esperienza di mutuo? L'inesperienza con gli strumenti finanziari è un motivo in più per scegliere la soluzione più semplice e prevedibile.
  5. L'Eurirs è su livelli storicamente contenuti? Quando l'IRS è sotto il 3%, bloccare il tasso fisso significa assicurarsi condizioni potenzialmente molto favorevoli per decenni.
  6. Gli analisti prevedono rialzi dei tassi BCE? In fasi di politica monetaria restrittiva, il fisso protegge da scenari in peggioramento.
  7. Dormiresti male pensando a possibili aumenti della rata? La tranquillità psicologica ha un valore concreto. Se il tasso variabile ti creerebbe ansia, il costo aggiuntivo del fisso è un investimento in serenità.

Se hai risposto "sì" a meno di 3 domande, valuta attentamente il variabile o una soluzione mista (fisso-variabile con cap). Per un approfondimento, consulta la nostra guida al confronto tasso fisso vs variabile.

Come le banche determinano lo spread sul tasso fisso

Lo spread — la componente che la banca aggiunge all'Eurirs — non è un numero arbitrario. Dipende da fattori ben precisi che il direttore di filiale o l'intermediario valutano in fase di istruttoria. Conoscerli ti permette di prepararti meglio e ottenere condizioni più vantaggiose.

I fattori che incidono sullo spread

Come negoziare lo spread

Dopo aver ricevuto almeno 3 preventivi concreti (PIES), puoi tornare dalla banca che preferisci e chiedere di allinearsi alla migliore offerta. Di solito c'è margine per limare 0,10-0,25% sullo spread. Altre leve: chiedere lo sconto "cliente attivo" se hai già prodotti con la banca; richiedere la rinuncia alle spese di istruttoria; negoziare una polizza incendio a premio ridotto.

Un'ottimizzazione dello spread dello 0,25% su un mutuo di 200.000 € a 25 anni fa risparmiare quasi 7.800 € di interessi (partendo da un tasso del 3%). Vale la pena dedicare tempo alla trattativa.

Confronto tasso fisso e variabile: quattro scenari calcolati

La domanda “conviene il fisso o il variabile?” non ha una risposta valida in astratto: dipende da come si muoveranno i tassi, che nessuno sa. Quello che si può fare è quantificare quanto costa sbagliare previsione. Prendiamo un caso concreto e calcoliamolo davvero.

Ipotesi: 150.000 € per 25 anni. Tasso fisso al 3,5% contro un variabile che parte dal 3,0%. Nel variabile la rata viene ricalcolata sul debito residuo e sulle rate mancanti a ogni variazione, come fanno le banche.

Il fisso al 3,5% dà una rata di 750,94 € costante per 300 mesi: 225.281 € complessivi, di cui 75.281 € di interessi. Il variabile parte più in basso, a 711,32 €, ma da lì può andare ovunque. Ecco dove si arriva nei quattro scenari:

Scenario del variabileRata più altaTotale variabileEsito per chi ha scelto il fisso
Resta fermo al 3,0% per 25 anni711 €213.395 €ha pagato 11.886 € in più
Scende di 1 punto in 4 anni711 €194.700 €ha pagato 30.581 € in più
Sale di 1 punto in 5 anni783 €232.419 €ha risparmiato 7.138 €
Sale di 2 punti in 3 anni865 €256.023 €ha risparmiato 30.742 €

Valori calcolati simulando il piano di ammortamento mese per mese. Gli scenari sono ipotesi di lavoro per mostrare l’ordine di grandezza, non previsioni: l’andamento reale dell’Euribor non è prevedibile. Per i tassi attualmente applicati dalle banche vedi la pagina sui tassi di oggi.

Quello che emerge non è “il fisso conviene”, ma qualcosa di più utile: la posta in gioco è simmetrica. Si rischiano circa 30.000 € in un senso o nell’altro, su un mutuo da 150.000 €. Il fisso non è la scelta “sicura” in senso economico — è un’assicurazione, e come ogni assicurazione ha un prezzo: nello scenario di tassi fermi quei 11.886 € sono il premio che hai pagato per non doverci pensare.

La domanda giusta quindi non è quale dei due costerà meno, ma quanto margine ha il tuo bilancio: se una rata da 865 € invece di 711 € manderebbe in crisi i conti di casa, il fisso non è una scommessa che perdi, è una protezione che compri. Una via di mezzo è il variabile con cap, che pone un tetto oltre cui il tasso non sale: costa più di un variabile puro e meno di un fisso. Per confrontare gli scenari affiancati usa il simulatore.

Errori comuni nel valutare un mutuo a tasso fisso

Scegliere il mutuo a tasso fisso sembra la decisione più semplice e sicura, ma ci sono diversi errori ricorrenti che possono costare migliaia di euro nel lungo periodo.

Errore 1: guardare solo il TAN

Il TAN rappresenta solo il tasso di interesse puro. Ignorarlo in favore del TAEG significa sottovalutare i costi accessori che incidono pesantemente sul costo complessivo (istruttoria, perizia, assicurazione obbligatoria, imposta sostitutiva). Un mutuo con TAN 3,0% e TAEG 3,50% costa più di uno con TAN 3,10% e TAEG 3,30%.

Errore 2: scegliere la durata più lunga per abbassare la rata

Allungare a 30 anni abbassa la rata di poche decine di euro rispetto ai 25, ma fa esplodere il costo totale. La durata deve essere la più corta sostenibile, non la più lunga possibile.

Errore 3: non confrontare almeno 3 preventivi

Le differenze tra banche sullo stesso profilo possono essere di 0,30-0,50% di spread, che su 200.000 € a 25 anni valgono tra 9.500 e 15.800 € di interessi. Richiedere almeno 3 PIES è un investimento di tempo ampiamente ripagato.

Errore 4: sottostimare i costi notarili e di compravendita

Oltre al mutuo, servono 8.000-15.000 € di spese accessorie (notaio, imposte, perizia, istruttoria) che vanno pagate all'inizio. Ignorare questo budget può creare problemi di liquidità al momento del rogito.

Errore 5: non considerare la surroga

Se in futuro i tassi scenderanno, la surroga ti permette di cambiare banca gratuitamente per ottenere condizioni migliori. È un diritto del mutuatario e vale la pena conoscerlo fin dall'inizio.

Per approfondire il rapporto tra rata e stipendio, leggi la nostra guida alla rata sostenibile in base allo stipendio.

Domande frequenti

Come si calcola la rata di un mutuo a tasso fisso?
La rata si calcola con la formula dell'ammortamento alla francese: R = C × [r(1+r)^n] / [(1+r)^n - 1], dove C è il capitale finanziato, r è il tasso mensile (tasso annuo diviso 12 diviso 100) e n è il numero di rate mensili. Ad esempio, per un mutuo da 150.000 € al 3% su 25 anni la rata mensile è 711,32 € e il costo totale degli interessi è di 63.396 €.
Qual è un buon tasso fisso per un mutuo oggi?
Il riferimento più solido è il dato BCE sui tassi effettivamente applicati dalle banche italiane: sui nuovi mutui casa a tasso fisso oltre i dieci anni la media è 3,56% (rilevazione luglio 2026), contro una media di 3,40% su tutte le tipologie. Un’offerta in linea o sotto quella media è competitiva; una sensibilmente sopra va negoziata o confrontata con altri preventivi. Confronta sempre il TAEG e non il solo TAN, perché il TAEG include le spese obbligatorie.
Cos'è l'Eurirs e come influisce sul tasso fisso?
L'Eurirs (Euro Interest Rate Swap) è l'indice che riflette il costo a lungo termine del denaro sui mercati interbancari europei. Viene pubblicato quotidianamente per diverse scadenze. Il tasso fisso di un mutuo si calcola sommando l'Eurirs di pari durata allo spread della banca. Quando l'Eurirs è basso, i tassi fissi sono storicamente convenienti.
Il tasso fisso può cambiare durante il mutuo?
No. Il tasso fisso viene definito al momento della stipula e resta invariato per tutta la durata. La rata mensile rimane la stessa dal primo all'ultimo mese, indipendentemente dall'andamento dei mercati. L'unico modo per modificare il tasso è rinegoziare con la propria banca o effettuare una surroga verso un altro istituto (gratuita per il mutuatario per legge).
Quando conviene il tasso fisso rispetto al variabile?
Il tasso fisso è generalmente più indicato per durate lunghe (oltre 20 anni), quando l'Eurirs è su livelli contenuti, quando il bilancio familiare è rigido e non può assorbire aumenti, o quando si prevedono rialzi dei tassi BCE. Il variabile può convenire su durate brevi (10-15 anni) o in scenari di discesa prevista dei tassi. In scenari di forte rialzo dei tassi, il fisso può far risparmiare oltre 20.000 € su un mutuo da 150.000 €.
Quanto costa un mutuo da 200.000 euro a tasso fisso 3% per 25 anni?
Un mutuo da 200.000 € al tasso fisso del 3% per 25 anni (300 rate) ha una rata mensile di 948,42 €. Il totale versato alla banca ammonta a 284.527 €, di cui 84.527 € di interessi. Rispetto al capitale iniziale, si paga circa il 42% in più in interessi.
Come confrontare offerte di mutuo a tasso fisso?
Il dato più affidabile è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), non il TAN. Il TAEG include tutte le spese obbligatorie: istruttoria, perizia, assicurazione obbligatoria, spese di gestione. A parità di TAN, il mutuo con il TAEG più basso è quello meno costoso. Richiedi almeno 3-4 preventivi e confronta sempre il PIES (Prospetto Informativo Europeo Standardizzato) che le banche sono obbligate a fornire.

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